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Il Nome di Boffalora, dall’antico Buffalora o Bofalora,  deriva dall’unione dei termini “Boffa” e “l’ora”, indicante quest’ultimo un vento che spira nella zona del Lago d’Iseo: viene dunque ad assumere il significato di “paese dove soffia il vento”. E’ un termine piuttosto diffuso nell’Italia settentrionale in quanto vengono così denominati i luoghi esposti ai venti. Il senso del nome Boffalora si chiarisce considerando che il paese sorge in prossimità del fiume Adda, dalle cui sponde, in passato ricoperte fittamente di boschi, proveniva una gradevole frescura.
Con l’arrivo dei Longobardi nel 568 d.c., popolazione proveniente dalla regioni germaniche vicine al Baltico, ed in seguito al prevalere della società longobarda su quello romano-germanica, il complesso dei territori occupati dagli invasori acquistò il nome di Longobardia, rimasto poi alla nostra regione. Il bacino del fiume Adda costituì un fondamentale linea di collegamento e fu il motivo del sorgere di numerosi insediamenti tra il Serio e l’Adda stesso: rappresentando a quel tempo Lodi la sede di alti dignitari del regno longobardo, nella zona compresa tra Dovera e Boffalora d’Adda sono venuti alla luce numerosi ritrovamenti.
Nel 1978 emerse a Boffalora d’Adda, nel centro abitato, un corredo costituito da una croce d’oro (ora perduta) e ornamenti di uno scudo. Nel 1986, nel campo denominato “Pianone”, fu rinvenuta una tomba con resti appartenenti ad un personaggio importante: il corredo funerario era costituito da armi riccamente ornate, fibbie incise, una croce d’oro.
E’attestata la presenza in epoca medioevale di un ospedale sull’attuale territorio di Boffalora d’Adda, una sorta di infermeria e luogo di ricovero per viandanti e pellegrini, così come certamente esisteva un monastero ospitante le monache di clausura dell’Ordine dei servi di Maria Vergine dello Spasimo, osservanti le regole di Sant’Agostino. Vi era infine un castello in località denominata “Castellaro”, il cui ricordo rivive nello stemma del comune.
Di notevole interesse la chiesa parrocchiale di Boffalora, realizzata nel 1513 sotto il pontificato di Leone X e l’episcopato di Ottaviano Maria Sforza; ricostruita nel 1590 è dedicata alla Natività della Beata Vergine. Al suo interno si può ammirare un pregevole quadro ad olio di Scipione Piazza, rappresentante la Madonna con Santa Monica e Santa Elena; un altro notevole quadro realizzato da Pietro Lomazzo raffigura la Natività del Redentore. L’altare maggiore in marmo proviene dall’antica chiesa di San Michele in Lodi, risalente al XIII secolo.

Lo Stemma

Sullo sfondo della campagna che circonda e caratterizza il territorio di Boffalora, vi è rappresentato un castello posto accanto ad un fiume, a  ricordo dell’esistenza del maniero che sorgeva in prossimità del fiume Adda: castello e fiume rappresentavano le difese dei boffaloresi in caso di attacchi nemici. Sulla destra in alto compaiono inoltre tre scettri d’oro sovrapposti , a memoria delle tre famiglie feudatarie del paese (Destrieri, Corrado, Barattieri). Al di sopra dello stemma una corona in mattoni con i merli uguali a quelli del castello, al di sotto circondano a avvolgono l’immagine centrale due rami verdi legati da un fiocco.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 09 Gennaio 2020